Tecnica PBS

Chirurgia per l’alluce valgo

In caso di alluce valgo, il dott. Fonzone Caccese Lorenzo adotta la tecnica PBS (Physiological and Human Approach), un trattamento chirurgico che permette una convalescenza notevolmente più breve e meno immobilizzante rispetto al passato. L’intervento viene definito “Correzione percutanea dei difetti acquisiti dell’avampiede”, ed è mini invasivo in quanto le correzioni dei segmenti ossei sono effettuate con piccole incisioni cutanee attraverso le quali vengono inseriti gli strumenti chirurgici. Con questi strumenti si effettuano le correzioni necessarie per migliorare la funzionalità del piede. Tali correzioni prevedono sezioni delle ossa, apertura di articolazioni e altre manovre che consentano lo spostamento e il riposizionamento dei capi ossei. Quindi il piede necessita di tempo per assestarsi e guarire. Al termine dell’intervento, una volta esaurito l’effetto dell’anestesia locale, il paziente potrebbe sentire più o meno dolore, anche in base al tipo di intervento subito (maggiore è il numero delle dita operate, più numerose le fratture e quindi la reazione dolorosa). Tuttavia, circa il 30% dei pazienti operati con la tecnica PBS non ha necessità di prendere farmaci analgesici. 

Normalmente per trattare questo tipo di dolore è sufficiente l’assunzione di paracetamolo (tachipirina, efferalgan), al dosaggio di 1000 mg (1 gr) ogni 8 ore. Se il trattamento con paracetamolo non ha l’effetto desiderato si può sostituire con Contramal SR 100, una compressa ogni 12 ore. Il paziente ha comunque libertà di usare qualsiasi analgesico preferisca, ma, per qualsiasi problema può tranquillamente fare riferimento al dott. Fonzone e alla sua equipe. È bene però ricordare che non è bene eccedere nell’uso di farmaci analgesici, ma che è altrettanto sbagliato aspettare a prenderli quando il dolore è molto forte o prenderli in dosi non adeguate.In ogni caso dà sollievo anche il semplice sollevamento dell’arto operato.


La medicazione realizzata dopo l’intervento deve essere mantenuta asciutta e senza modifiche fino alla prima visita di controllo. Durante questo periodo il paziente potrà muoversi e camminare appoggiando il piede operato (indossando la scarpa ortopedica consigliata) senza osservare particolari precauzioni se non quella di non affaticare e sovraccaricare il piede. A volte il gonfiore del piede, maggiore all’inizio, può durare anche per mesi dopo l’intervento.
Nonostante le piccole incisioni, il piede potrebbe sanguinare. Questo non rappresenta un problema: la fuoriuscita di sangue cessa rapidamente e spontaneamente, soprattutto mettendosi a riposo con il piede sollevato. Allo stesso modo non rappresenta un problema se le dita diventano scure: è normale. Le dita riprenderanno il loro colore normale entro poche settimane.
Con il passare dei giorni, lentamente e progressivamente, il fastidio del piede operato diminuirà e la sua possibilità di camminare aumenterà, in maniera più o meno rapida a seconda dell’entità dell’intervento subito.


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